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VICENDA STAMINA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo quanto pervenuto dal Dott. Luciano Corda e dalla Dott.ssa Sara Spandrio ed altri 70 firmatari.
Di seguito la risposta dell'Ordine


Il Presidente: Dott. Ottavio Di Stefano

Vicenda Stamina

Gentile Presidente, Cari colleghi,
allo scopo di riassumere la posizione dei promotori dell’incontro del 26 marzo scorso tra alcuni Medici Dirigenti degli Spedali Civili di Brescia e i Consiglieri dell’Ordine dei Medici di Brescia, anche su sollecitazione di alcuni dei partecipanti e del Presidente stesso, è stato preparato il presente documento. Per quanto emerso a più voci nel corso dell’incontro rimandiamo al verbale redatto nell’occasione.

La riunione è stata richiesta e resa possibile dal Presidente poiché:

1. Solo una franca e aperta discussione, un civile confronto di opinioni permettono di avvicinarsi alla realtà delle cose e, nel caso specifico della vicenda di “Stamina, consentono che errori, superficialità e omissioni - che ricadrebbero sui pazienti - non si ripetano più.

2. E’ corretta la posizione di chi vuole “voltare pagina” per rilanciare la considerazione del Civile a livello locale, nazionale e, forse, internazionale, al momento piuttosto compromessa. Condivisibili quindi sono le proposte circa l’istituzione di un Comitato Scientifico Ospedaliero e di un suo Direttore per evitare errori in futuro, ma contemporaneamente riteniamo utile approfondire le dinamiche e le motivazioni degli avvenimenti per poter intervenire, anche con appositi regolamenti o proposte di legge regionale o nazionale (al momento confuse e contraddittorie).

3. Auspichiamo un’ampia discussione tra medici sulle problematiche deontologiche del caso Stamina, problematiche peraltro prevalenti nella vicenda. L’analisi dovrebbe riguardare essenzialmente le fasi precedenti al pronunciamento dei giudici. Apprezziamo le prese di posizione e i documenti dell’Ordine in merito alle ingiunzioni giudiziarie di proseguimento delle terapie, condivisibili da tutti i colleghi; gradiremmo un pronunciamento dell’Ordine anche sulle fasi antecedenti l’intervento giudiziario.

4. Molti medici del Civile vivono con grave disagio la compromissione dell’immagine pubblica dell’Azienda e dei medici che ci lavorano emersa dal caso Stamina. Stimati medici e ricercatori italiani hanno manifestato il proprio stupore su come sia stato autorizzato in un ospedale pubblico nazionale un trattamento privo di qualsiasi credibilità scientifica e sul fatto che i medici del Civile non coinvolti non abbiano mai preso posizione.

5. Senza alcun atteggiamento persecutorio, crediamo che i colleghi che eventualmente siano incorsi in inadempienze debbano rispondere di fronte all’Ordine dei Medici.

6. Anche per alleggerire le posizioni di alcuni colleghi riteniamo utile approfondire se sin dall’inizio della presentazione del protocollo al Comitato Etico essi siano stati oggetto di pressioni indebite proveniente da ambienti non medici.

7. Non condividiamo le posizioni di chi ha auspicato un atteggiamento di basso profilo nei confronti della vicenda che rischia di contribuire a mantenere l’assenza di trasparenza in numerosi passaggi, oltre a mantenere compromessa la reputazione dell’Azienda.

8. Questa può essere un’occasione per riaffermare la dignità e la responsabilità professionale dei medici.

9. Ricordiamo che il caso Stamina sta causando un’enorme dilapidazione di risorse finanziarie pubbliche.

10. Ci rivolgiamo all’Ordine dei Medici in quanto lo riteniamo garante del rispetto del Codice deontologico, probabilmente più volte disatteso nella vicenda Stamina. Riteniamo infine che una parallela indagine della magistratura non precluda affatto l’eventuale iniziativa di accertamento dell’Ordine. Segnaliamo che il Dr Andolina è stato convocato dall’Ordine dei Medici di Trieste il 12 febbraio scorso, poiché a suo carico è stata avviata una procedura per valutarne il rispetto degli obblighi deontologici nell’ambito della vicenda stessa. Un’analisi conoscitiva da parte dell’Ordine dei Medici di Brescia rappresenterebbe la prima lodevole iniziativa locale sulla vicenda, già oggetto di approfondimenti, peraltro molto utili, seppur non in ambito deontologico medico, da parte della Commissione Regionale di Sanità e della Commissione di Sanità del Senato della Repubblica.

11. In particolare poniamo all’Ordine dei Medici le seguenti istanze:

a) chi ha proposto il protocollo Stamina al Comitato Etico degli Spedali Civili?
b) Chi è il cosiddetto “investigatore principale” del protocollo?
c) Chi è stato all’interno del Comitato Etico il relatore del protocollo?
d) Chi o quale istituzione ha sollecitato il riesame del protocollo da parte del Comitato Etico dopo la prima bocciatura?
e) Sin dall’inizio il gruppo di medici appartenenti al cosiddetto “Internal Audit Stamina” è stato “reclutato” con un mandato dall’Azienda (vedi lettera dei componenti del 21 gennaio 2014)?
f) Vi sono state pressioni esterne all’ambito medico perché il protocollo fosse approvato dal comitato etico?
g) Sono stati trattati alcuni pazienti praticando distinzioni basate sui rapporti di parentela con alcuni medici?
h) Ha rilievo deontologico medico l’incompleta osservanza da parte dei responsabili del protocollo delle leggi riguardanti “la pratica delle cure compassionevoli” (DM 8 maggio 2003), “l’utilizzo di medicinali per terapia cellulare somatica e norme di produzione di detti medicinali” (Legge 5 dicembre 2006) e il cosiddetto “Decreto Balduzzi” (Legge 8 novembre 2012, n° 189)? Riteniamo che queste leggi vadano rispettate nella loro integrità soprattutto nel richiamo al rispetto della rigorosa normativa riguardante i trapianti cellulari e la pratica di terapie certificate.
i) In particolare crediamo che l’Ordine debba approfondire se non siano stati rispettati i seguenti articoli del Codice Deontologico della Professione Medica (versione 2013):
- Art. 3 – Doveri del medico (“…trattare i pazienti senza distinzione…”).
- Art. 4 – Libertà e indipendenza della professione (“...non soggiacere a interessi, imposizioni e suggestioni di qualsiasi natura…”).
- Art. 13 – Prescrizione e trattamento terapeutico (“…vietate l’adozione e la diffusione di terapia non provata scientificamente, non supportate da adeguata sperimentazione e documentazione clinico-scientifica, nonché di terapia segrete…il medico si assume la responsabilità della cura ed è tenuto a monitorarne gli effetti…”).
- Art. 14 – Sicurezza del paziente e prevenzione del rischio clinico (”…il medico opera al fine di garantire le più idonee condizioni di sicurezza del paziente…”).
- Art. 15 – Pratiche non convenzionali (“…il ricorso a pratiche non convenzionali si esprime nell’esclusivo ambito della diretta e non delegabile responsabilità professionale del medico…e richiede sempre circostanziata informazione e acquisizione del consenso…”).
- Art. 35 – Acquisizione del consenso (“…consenso informato del paziente…”).
- Art 64 – Doveri di collaborazione (“…obbligo a informare il Presidente dell’Ordine su eventuali infrazioni delle regole…”).
- Art 68 – Medico Dipendente e convenzionato (“…richiesta dell’intervento dell’Ordine se presente contrasto tra norme deontologiche e quelle dell’Ente per cui il medico presta l’attività professionale…”).
- Art. 69 – Direzione Sanitaria (“... la Direzione Sanitaria deve garantire il rispetto del Codice Deontologico, la difesa dell’autonomia e dignità professionale…”).

Brescia, 31 marzo 2014

* * *

Brescia, 29 maggio 2014

Alla cortese attenzione di:
- Dr Ottavio Di Stefano, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Brescia

e per conoscenza:
- Dr Amedeo Bianco, Presidente Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCEO)


Gentile e stimato Presidente,

facendo seguito alla riunione del 26 marzo scorso svoltasi nella sede dell’Ordine da te presieduto richiesta da alcuni medici degli Spedali Civili per confrontarsi sulla vicenda Stamina, Ti inviamo, come promesso, un resoconto degli interrogativi principali emersi firmato da settanta colleghi dell’Azienda. Come ricorderai, Ti avevamo già fornito una copia nei giorni precedenti la Tua audizione dello scorso 2 aprile alla Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, non ancora corredata da firme, adesso numerose.

Chiediamo cortesemente che ne sia data diffusione ai colleghi mediante la pubblicazione del prossimo numero della rivista dell’Ordine “Brescia Medica”, in corso di chiusura. Restiamo in attesa di una risposta ufficiale alle nostre richieste da parte del Consiglio dell’Ordine che presiedi, come avevi anticipato, ma che ancora non ci è pervenuta.

Riteniamo importante fare sentire anche la voce dei medici degli Spedali Civili non coinvolti in questa complessa vicenda che sta minando la credibilità dell’Azienda e che rischia di comprometterne la serenità. Apprezziamo i tuoi ripetuti interventi e quelli del Presidente dalla FNOMCEO in merito alle ingiunzioni dei giudici, vere ingerenze sulla libertà e sull’indipendenza della nostra professione.

Siamo convinti che sia arrivato il momento di un richiamo forte e pubblico da parte dell’Ordine Professionale che metta fine a questa vicenda dichiarando ufficialmente impraticabile, secondo il nostro codice deontologico professionale, la prosecuzione della presunta terapia proposta da Stamina Foundation. Ci sentiamo confortati dalle recenti prese di posizione dell’Ordine Nazionale che lo scorso 23 maggio ha ribadito che “…le terapie segrete non possono essere somministrate. Lo vieta il Codice Deontologico”. Ci auguriamo che questo pronunciamento sancisca la fine anche di ogni tipo di attività correlata. Auspichiamo che l’Ordine Bresciano e Nazionale compiano ogni sforzo nei confronti della pubblica opinione e dei colleghi per rendere noto che non vi può essere alcuna disponibilità da parte dei medici a somministrare un trattamento segreto e quindi privo di fondamento clinico e scientifico. Siamo convinti che, qualora ciò si verificasse di nuovo, il comportamento del medico responsabile debba essere tempestivamente valutato ed eventualmente sanzionato da parte dell’Ordine.

Nonostante queste prese di posizione degli Ordini professionali, a numerosi nostri colleghi degli Spedali Civili è stata richiesta la formale disponibilità a praticare le cure secondo il supposto metodo Stamina. Si è arrivati addirittura a ipotizzare che Tu possa intervenire direttamente per individuare medici disponibili a proseguire le infusioni!

Ci siamo trovati esposti alle pressioni dei media e delle associazioni dei pazienti, a minacce di denuncia da parte dei dirigenti di Stamina e alle sentenze di alcuni magistrati che rischiano di condizionare pesantemente il nostro operato. L’immagine della nostra azienda, una delle più prestigiose d’Italia e d’Europa, è stata danneggiata; le ombre che sovrastano gli Spedali Civili di Brescia ne hanno minato la credibilità e rendono a volte difficile mantenere rapporti sereni anche al suo interno.

Pur con le attenuanti da Te più volte ricordate anche in sede di audizione in Commissione al Senato, è nostra convinzione che il “caso Stamina” non si sarebbe mai verificato se sin dal principio si fosse posta più attenzione alle disposizioni che regolano la pratica delle cure compassionevoli, l’utilizzo dei medicinali per la terapia cellulare somatica e le norme di produzione di detti medicinali. Il meticoloso rispetto di queste normative avrebbe, a nostro modo di vedere, evitato questa sciagura (sciagura per i pazienti illusi e poi abbandonati, sciagura deontologica, sciagura finanziaria).

Tra i firmatari ci sono anche tre medici specializzandi, molti altri li abbiamo dovuti trattenere: commovente lo slancio da parte di questi giovani colleghi. Che esempio diamo ai giovani?

L’Ordine di Brescia negli ultimi anni ha intrapreso lodevoli iniziative su temi culturali: oltre all’aggiornamento, compito degli Ordini è tutelare la rispettabilità della categoria professionale difendendo il rispetto delle norme etiche. In tanti hanno firmato per stimolare in questo senso la discussione, da Te già avviata con due apprezzati convegni sul caso, riguardanti prevalentemente le ingiunzioni giudiziarie.

Il caso Stamina è una vicenda unica e storica e comportamenti adeguati devono essere assunti.

Circa quindici anni fa a Brescia era molto popolare un’associazione di medici degli Spedali Civili che avevano come preminente interesse il loro impegno in un ospedale pubblico, si chiamava “Progetto Ospedale”: se questa associazione esistesse ancora, al nostro posto e con maggiore autorevolezza, a chiedere ciò che chiediamo a Te ci sarebbero gli animatori di quell’esperienza che ci ha guidato e insegnato principi professionali fondamentali.

Suggeriamo la convocazione di un’assemblea straordinaria dell’Ordine provinciale, resa opportuna dall’eccezionalità e l’importanza della questione e da eventuali divergenze all’interno del Consiglio dell’Ordine sull’opportunità di un’adeguata iniziativa riguardante il rispetto del Codice Deontologico.

Inviamo per conoscenza questo documento anche al presidente della FNOMCEO con la stessa preghiera di richiamare con forza tutti i colleghi ai propri obblighi morali e deontologici. Abbiamo reso partecipe di questa iniziativa anche il nostro Direttore Generale affinchè sia consapevole dell’esistenza di un gruppo di medici che auspica il superamento di questa brutta pagina di storia del nostro ospedale anche
attraverso un confronto aperto e civile, premessa indispensabile per riacquistare credibilità e rispetto, costi quello che costi.

Restiamo, ovviamente, a disposizione per ogni chiarimento
Con rinnovata stima e sincera amicizia, Tuoi

Dr Luciano Corda e Drssa Sara Spandrio -Medici Dirigenti di Medicina Interna, Spedali Civili, Brescia


icon ELENCO FIRMATARI

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Risposta dell'Ordine

 

Ai Medici firmataridella lettera del 29 maggio 2014
e p.c.    Al Presidente FNOMCeO Sen. Dott. Amedeo Bianco

Cari Colleghi,
    È con vero disagio che ci apprestiamo a rispondere alla Vostre istanze.

Disagio che nasce dall’amicizia che ci lega a non pochi di Voi.

Amicizia antica che si basa (quantomeno speriamo sia ancora così) sull’idem sentire di come interpretare nella prassi il nostro lavoro.

Disagio perché non riusciamo a capire fino in fondo il significato della Vostra posizione e le sue conseguenti finalità.

All’incontro del 26 marzo ultimo scorso non è seguita una risposta da parte nostra in quanto ritenevamo si trattasse di una situazione informale in attesa di una successiva presa di posizione ufficiale. Se male abbiamo inteso, ci scusiamo.

In quell’occasione emerse però un fatto di tutta rilevanza: l’incompleta conoscenza della vicenda con la conseguente ricostruzione dei fatti solo parzialmente corretta.

Pensavamo di aver fornito chiarimenti sufficienti basati, sia sull’esperienza personale, sia sulla ricostruzione della vicenda ex post in relazione a documentazione resasi in seguito pubblica e disponibile a tutti.

Onde evitare l’ennesima cronistoria Vi rinviamo all’allegata relazione tenutasi di fronte alla Commissione Sanità ed Igiene del Senato della Repubblica in data 02.04.2014. (v. allegato 1) da chi scrive.

Non si tentò in tale sede di fornire “attenuanti” ai medici che parteciparono ai trattamenti compassionevoli basati sul così detto metodo Stamina. Si cercò, al contrario, di fornire alle Istituzioni ed all’opinione pubblica una ricostruzione indipendente ed obiettiva dello svolgimento dei fatti.

Sempre in tale sede il sottoscritto Presidente, pro tempore di quest’Ordine, dichiarò preliminarmente la sua presenza nel Comitato Etico degli Spedali Civili allora in essere. L’occasione è gradita per lo stesso di dichiarare, si spera per l’ultima volta, ma in assoluta tranquilla coscienza, che i dati, di cui, allora, disponeva come membro del Comitato, non suscitarono alcun sospetto di difetto di analisi e tanto più di qualsivoglia pressione di qualsivoglia fattispecie esterna.

In tutte le numerose occasioni pubbliche in cui quest’Ordine ha espresso le proprie considerazioni sulla vicenda si è più volte ripetuto che il coinvolgimento dei Colleghi nella stessa evidenziava posizioni affatto differenziate.

Ed ancora, sempre, quest’Ordine ha dichiarato che avrebbe valutato i comportamenti individuali in relazione alle norme del Codice Deontologico.

Ricordiamo a noi stessi ed a Voi che l’avvio dell’istruttoria di un provvedimento disciplinare si basa sull’acquisizione di elementi significativi e non su notizie di stampa frammentarie e spesso contradditorie.

Avremmo dovuto intervenire sui medici al momento del blocco stabilito dall’AIFA?

Ancora ci chiediamo e Vi chiediamo con quali strumenti e con quali garanzie per i Colleghi?

L’indagine della Magistratura era, all’epoca, ancora in fase assolutamente preliminare.

Gli Ordini, (e sicuramente quest’Ordine), non avviano atti nei confronti dei propri iscritti, come già detto, sulla base di notizie non documentate, e questo proprio a garanzia di tutti i medici, secondo il principio irrinunciabile di una “giustizia” ordinistica mai sommaria e tanto meno  basata sull’onda dell’emotività mediatica.

Ricordiamo che intervennero, proprio allora, il Decreto Balduzzi, poi convertito in Legge, e le ordinanze della Magistratura che obbligavano “ope legis” la ripresa delle infusioni.

L’Ordine di Brescia, insieme a poche altre voci, iniziò un percorso di conoscenza rilevando e considerando l’allarme di un manipolo di scienziati di alto profilo che criticavano radicalmente il metodo stamina.

E lo abbiamo fatto utilizzando gli strumenti propri di un Ordine professionale e cioè sentire gli esperti, sia sperimentatori che clinici, ed interrogandoci sugli aspetti etici. (v. allegati 2 e 3:  Programmi Convegni dell’Ordine)

La storia di Stamina Foundation non era conosciuta da molti di noi. Eppure nell’incontro del 26 marzo emerse che, in qualche ambiente clinico, si era a conoscenza, ancora prima che le pratiche autorizzative e le cure compassionevoli si avviassero, del possibile accesso del metodo nel nostro Ospedale.

Nessun allarme giunse all’Ordine, nessuno si fece portatore di un qualche avvertimento.

Adesso tutti conosciamo la pochezza e, secondo alcuni illustri scienziati, la nullità del metodo, pur dovendo, doverosamente, attendere il pronunciamento “indipendente” del Comitato Scientifico Ministeriale che speriamo sia veramente conclusivo.

Un segnale di allarme allora avrebbe potuto cambiare la storia??

Vi era però un altro campo dove l’Ordine doveva e deve essere in primo piano.

La difesa della libertà dell’agire medico, secondo scienza e coscienza.

Non vi è traccia, nella storia italiana, di un vulnus paragonabile a quello devastante che attualmente sta vivendo la nostra professione.

Difesa della libertà dell’agire medico. Libertà che è la nostra stessa ragion d’essere come professione e libera associazione di medici.

Qui abbiamo profuso il massimo impegno allertando la Federazione e tutte le Istituzioni della Repubblica (v. allegato 4: Documento Ordine del giugno 2013).

Ci chiedete, legittimamente, un’indagine conoscitiva. E’ necessario essere assolutamente chiari.

L’Ordine di Brescia ha già svolto un’analisi dettagliata sulla vicenda stamina.

Il Consiglio Direttivo, sempre all’unanimità, ha dettato la propria linea.

Non una linea di indifferenza visto che dagli atti ufficiali non emergevano chiari profili di responsabilità deontologica.

Non una linea giustizialista come alcuni, anche, illustri commentatori con veemenza, ma denotando scarse nozioni delle regole e superficiale conoscenza della vicenda, cercavano di imporci.

Abbiamo cercato di capire.

Abbiamo cercato, ascoltandoli, come abbiamo ascoltato tutti Voi, di capire il travaglio, le ragioni, le angosce dei medici coinvolti.

Abbiamo voluto far sentir loro che la nostra non è una comunità di donne ed uomini indifferenti e che li avremmo appoggiati verso la strada di una scelta coraggiosa.

Siamo stati indulgenti con i medici coinvolti? Questo dubbio pare trasparire nella Vostra lettera.

La loro obiezione li assolve da eventuali responsabilità deontologiche?

Abbiamo detto loro, scritto e dichiarato in tutte le sedi che l’Ordine non si sottrae al dovere di attivare ogni forma di analisi e d’indagine e laddove emergessero responsabilità deontologiche individuali, assumere tutti gli eventuali, conseguenti, provvedimenti di sua competenza.

Senza clamore, come invece ci verrebbe richiesto trasgredendo le regole, ma con assoluta serietà nel rispetto delle garanzie individuali che comprendono anche la dovuta, assoluta, riservatezza.

Non possiamo però trascurare una pietra miliare della storia che stiamo vivendo.

Non i, pur autorevoli, scienziati, non le Istituzioni, non la Magistratura, hanno fermato stamina.

La professione tutta, noi e Voi compresi, con fatica, ma con determinazione tenta di  arginare stamina.

Questo abbiamo detto forte e chiaro a Brescia sabato 7 giugno nella riunione congiunta del Comitato Centrale  FNOMCeO e del Consiglio Direttivo di questo Ordine.

Un messaggio fatto proprio dal Consiglio Nazionale della FNOMCeO del 13.06.2014 (v. allegato 5)  che si è concluso con la richiesta di un incontro con le massime Autorità Istituzionali.

Assistiamo ora ad iniziative  ancor più paradossali e pericolose.

Ancora una volta la posizione di quest’Ordine è stata netta.

Il Presidente ha espresso il proprio irreversibile diniego ad un’ordinanza della Magistratura che gli imponeva di intervenire sui medici tutti degli Spedali Civili per ricercare la disponibilità di alcuno a praticare le infusioni. Scelta non gravosa. Ben altre notti insonni hanno segnato la nostra vita quando un nostro malato “stava male” e noi cercavamo una soluzione nel timore di non avere fatto tutto per lui.
Tutti Voi medici del Civile avete detto no anche alle assurde richieste del nuovo ausiliario del Giudice nominato in spregio ad ogni ragionevolezza. E questo onora la professione.

Il sistema ha mostrato delle fragilità? Certamente sì, indipendentemente dalle responsabilità individuali.  Ogni proposta di miglioramento dell’approccio ai protocolli sperimentali ed alle cure compassionevoli (che si reggono su una diversa normativa non ancora completamente attuata) ci troverà assolutamente collaborativi.

Il 13 aprile u.s. si è tenuta l’Assemblea annuale dell’Ordine ed i primi firmatari della Vostra lettera ci hanno onorato con la loro presenza. Quale migliore occasione per intervenire manifestando opinioni anche contrarie alla linea del Consiglio Direttivo?

In merito quindi alla Vostra richiesta di un’Assemblea Straordinaria il Consiglio Direttivo non concorda.

Quanto da Voi espresso deve essere, comunque, considerato e valutato con la massima disponibilità.

Vi proponiamo quindi una seduta straordinaria del Consiglio Direttivo aperta a tutti Voi. Siamo certi che il confronto sarà produttivo e non basato su prese di posizione pregiudiziali.

Alcuni Vostri quesiti fanno riferimento a peculiarità di altri organismi cui l’Ordine non ha titolo d’intervento, ma che potranno comunque costituire oggetto di discussione nella seduta proposta.

Infine per la richiesta di pubblicazione sulla nostra rivista, com’è noto ad uno dei cortesi firmatari, la linea editoriale non la prevede. Volentieri pubblicheremo sul sito internet dell’Ordine la Vostra lettera, per altro già da Voi diffusa alla stampa, e la presente risposta.

Un’ultima nota.

Nelle nostre dichiarazioni pubbliche non abbiamo mai trascurato lo status drammatico di malati e parenti ed abbiamo manifestato la nostra vicinanza non strumentale, ma basata sulla convinzione, certamente condivisa, che nelle situazioni di debolezza clinica e scientifica loro sono le prime vittime.

In attesa di una cortese risposta.
Un caro saluto.

Dott. Ottavio Di Stefano - Presidente OMCeO Brescia

Dott. Gianpaolo Balestrieri - Direttore Responsabile periodico BresciaMedica

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